Chi guarda Napoli dall'alto, da una delle terrazze collinari, nota subito una lunga linea dritta che taglia in due il tessuto compatto del centro antico. È da quel taglio netto che viene il soprannome di Spaccanapoli, il nome popolare con cui tutti chiamano il decumano inferiore della città greco-romana. Non è una strada sola, ma una successione di strade che cambiano nome pur restando sempre lo stesso asse.
Che cosa sono i decumani
Quando i coloni greci fondarono Neapolis disegnarono un impianto urbano regolare: tre strade principali parallele, i decumani, tagliate perpendicolarmente da una serie fitta di strade minori, i cardini. I romani mantennero lo schema, il medioevo lo riempì di conventi e palazzi, il barocco ne rivestì le facciate. Il risultato è che oggi si cammina esattamente dove si camminava venticinque secoli fa, con la stessa larghezza di carreggiata.
Il decumano inferiore è Spaccanapoli. Il decumano maggiore è Via dei Tribunali, che prende il nome dai tribunali ospitati in Castel Capuano, all'estremità orientale del percorso. Il decumano superiore corrisponde in buona parte a Via dell'Anticaglia, dove si vedono ancora gli archi in muratura del teatro romano inglobati nelle case abitate.
Lungo Spaccanapoli
Percorrendo l'asse da ovest verso est si attraversa Piazza del Gesù Nuovo, poi Via Benedetto Croce, che deve il nome al filosofo che abitò in Palazzo Filomarino, oggi sede di un istituto di studi storici. Si arriva quindi a Piazza San Domenico Maggiore, con la sua guglia e i palazzi nobiliari affacciati, e si prosegue verso il largo dove la statua antica del dio Nilo, conosciuta dai napoletani come il Corpo di Napoli, è diventata da secoli un simbolo affettuoso della città.
Più avanti la strada diventa Via San Biagio dei Librai, che conserva nel nome la memoria dei librai e dei rilegatori che vi lavoravano. Oggi alterna botteghe artigiane, laboratori orafi, cortili di palazzi seicenteschi e chiese piccole e preziose come Sant'Angelo a Nilo, che custodisce il monumento funebre del cardinale Brancaccio, opera legata ai nomi di Donatello e Michelozzo.
Via dei Tribunali, l'altro decumano
Salendo di un isolato si entra in Via dei Tribunali, più stretta e più teatrale. Qui le chiese si affacciano direttamente sul flusso della strada: Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta con il suo campanile romanico, la chiesa del Purgatorio ad Arco riconoscibile per i teschi in bronzo all'ingresso, il complesso dei Girolamini con la sua storica biblioteca, il complesso di San Lorenzo Maggiore con gli scavi dell'antica area di mercato al di sotto.
A metà percorso si apre San Gregorio Armeno, il cardine più famoso della città: la strada delle botteghe dei pastori e delle figure presepiali, dove il lavoro di terracotta, sughero e stoffa si svolge in laboratori visibili dalla strada. È affollatissima nel periodo natalizio, ma resta attiva tutto l'anno, ed è proprio nei mesi più tranquilli che si riesce davvero a parlare con gli artigiani e a capire come nasce un pezzo.
L'atmosfera dei vicoli
Quello che resta impresso, più dei singoli monumenti, è il modo in cui la vita quotidiana e il patrimonio artistico convivono senza separazione. Un portale in piperno del Cinquecento è anche l'ingresso di un condominio, un chiostro conventuale si intravede da un portone socchiuso, i panni stesi attraversano il vicolo sopra la testa. È un centro storico abitato, non un museo all'aperto, ed è questa la sua qualità più rara.
Camminando senza fretta conviene tenere a mente poche cose:
- entrare nelle chiese aperte anche senza un programma preciso, verificando però gli orari sui canali ufficiali, perché cambiano spesso;
- deviare su almeno un paio di cardini, le strade perpendicolari: bastano pochi metri per passare dal flusso principale a un silenzio inaspettato;
- alzare lo sguardo verso i piani alti, dove sopravvivono logge, stemmi e finestre murate;
- non concentrare tutto in un'unica passeggiata: i due decumani meritano due mezze giornate distinte.
Per chi soggiorna in città, avere una base dentro questo reticolo cambia il ritmo della visita: non si va nel centro storico, ci si esce e ci si rientra più volte al giorno. Le sedi Hall inn B&B in Chiostro e Hall inn B&B in Center si trovano in Via del Chiostro 9, una breve passeggiata dal Gesù Nuovo e da Santa Chiara, mentre Hall inn B&B in Naples è in Via Guglielmo Melisurgo 15, nella zona del porto. Da entrambe le zone i decumani si raggiungono a piedi, che è poi il solo modo giusto per percorrerli.
Una base a pochi passi dai decumani: B&B Hall inn
Le camere di B&B Hall inn ti permettono di raggiungere Spaccanapoli e Via dei Tribunali a piedi, in pochi minuti. Scrivici su WhatsApp per disponibilità e informazioni sulle tre sedi.